Sindrome da Disfunzione Meniscale nell’adulto

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SINDROME DA DISFUNZIONE MENISCALE DELL’ADULTO

  1. Di cosa si tratta?

La degenerazione delle cartilagini articolari, inclusi i menischi, è un processo parafisiologico dell’adulto, che esita in artrosi nella terza età. Tale fenomeno comporta un indebolimento del tessuto cartilagineo, che perde significativamente le capacità di risposta al carico e la flessibilità. Nel momento in cui il menisco parzialmente degenerato, cede agli insulti da sovraccarico (ad esempio dopo una camminata prolungata o una corsa), viene parzialmente estruso dall’articolazione e il condilo femorale ed il piatto tibiale, perdono l’ammortizzazione reciproca andando a sovraccaricare a loro volta le strutture ossee al di sotto della cartilagine (osso subcondrale).

  1. Come influenza la mia qualità di vita?

Questa patologia risulta decisamente invalidante, dal momento che il carico sul ginocchio, e quindi anche una normale camminata, risulta impedita o limitata dal dolore. Il dolore si concentra maggiormente in uno dei compartimenti del ginocchio, più spesso in sede mediale. Attività come salire e scendere le scale diventano pressoché impossibili ed il paziente è costretto al riposo.

  1. Quali sono i possibili trattamenti conservativi?

Il trattamento inziale prevede la deambulazione con due stampelle, per evitare il carico sul ginocchio, e l’utilizzo di alcune misure per garantire il ripristino della calcificazione dell’osso edematoso. Tra queste figurano la magnetoterapia, l’utilizzo di bifosfonati e vitamina D. Inoltre, un ciclo di infiltrazioni intrarticolari di acido ialuronico migliora la viscosità articolare, evitando anche di peggiorare la degenerazione cartilaginea.

  1. È necessario l’intervento?

No, se la terapia conservativa risulta efficace, non è necessario alcun intervento chirurgico. Tuttavia, considerata la lunga durata del trattamento (circa 3 mesi), recentemente si stanno sviluppando tecniche per la ricalcificazione immediata dell’osso edematoso. Tra queste vi è la subcondroplastica, che prevede l’iniezione di sostituti minerali ossei, direttamente nel sito della lesione, con recupero pressoché immediato della funzione di carico ed eliminazione del dolore.